Intervista a Rodolphe Simeon: il lato oscuro della strada

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Si, lo so che andate di fretta, che siete in ufficio, che i blog si divorano come un frettoloso sandwich. Ma vi chiedo lo stesso di fermarvi un attimo, di leggere con attenzione l'intervista che sto per presentarvi. Rodolphe Simeon (ma i flickriani lo conoscono col bizzarro nome di Tous les noms sont déjà pris... pfff.., è per me un mito. Sia per la qualità stratosferica dei suoi ritratti, sia per la profonda umanità che ci ha regalato con le sue risposte. Non per niente sono quasi due mesi che ci scriviamo per arrivare ad un'intervista, dato che è occupatissimo. Per capire chi è Rodolphe guardate il suo incredibile set sulla gente di strada, i fantastici scatti surreali di M-People, e capirete che stiamo parlando di un grande talento. Ok, perdonate se sono andato per le lunghe ma sono davvero felice di essere potuto entrare per un attimo nella vita di un fotografo che stimo così tanto: ora arriva l'intervista.

Le tue facce di strada sono incredibili. Sembra che tu abbia una sorta di "missione" nel mostrarci il lato oscuro delle strade, ho ragione?

Scatto foto di gente che vediamo sempre, ma non guardiamo mai. Queste persone sono i fantasmi della vita moderna. Sono presenti senza essere presenti, vivono tra di noi. Alcuni di loro sono totalmente isolati e vivono in un mondo parallelo. Quando gli parlo provo a immaginare le facce che avevano da bambini, è il mio modo di vedere la gente. E provo sempre a vederli con gli occhi del bambino che ero. Ecco perchè li fotografo in questo modo. Siedo sempre per terra con loro a chiacchierare. Quando un bambino passa per la strada ha questo punto di vista: faccia a faccia con il fantasma che è seduto per terra. Non ho missioni, non faccio documentariato sociale. Scatto foto alla gente, qualcosa di semplice, di universale.

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Questo mondo dimenticato cosa ti ha insegnato, e cosa può insegnare a tutti noi?

Ho imparato che c'è gente che vedo ogni giorno nelle strade, ed è molto diversa da me. Anche tu hai lo stesso tipo di gente intorno a casa tua. Ho imparato che sono molto fortunato, e che siamo in pochi ad essere fortunati. Ho tutto quello che voglio: salute, una bella ragazza, etc...
La gente nelle strade è l'unica a dimostrare ogni giorno la sofferenza dell'umanità. Ce ne sono anche altri nei loro paesi, lontano da noi, ma loro sono tra di noi. Mi hanno insegnato che è davvero duro aiutare la gente. Questo non significa però che non bisogna provarci, ma è duro. E a volte impossibile, questo è triste. Questo lavoro mi insegna tristezza e amore.

Chi sono i tuoi clienti?

Lavoro sempre sull' arte visuale: graphic design, fotografia, pittura, etc.. inoltre suono e scrivo. La fotografia è il migliore medium che ho per esprimere me stesso.

Puoi dirci qualcosa sul tuo equipaggiamento, fotocamera, software?

La mia attrezzatura è la stessa di chiunque altro. Roba normale. Ma sempre provo a scegliere le cose di qualità migliore per avere i risultati migliori. Ci metto un sacco a scegliere gli obiettivi, è molto importante avere ottime lenti. Il mio favorito è il Canon 50mm -1,4. Meraviglioso strumento!

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I tuoi scatti a colori sono surrealisti. Provengono dai tuoi incubi o dai tuoi sogni?

Penso che i miei scatti a colori siano il "continuum" dei miei scatti in bianco e nero. Non sono incubi, non sono sogni. Sono un modo di parlare di quello che accade e che mi commuove o mi fa piangere. Uno degli ultimi è chiamato "Anatomy of a defeat (part 2)" . E' totalmente ispirato dalle guerre e dalle loro conseguenze sul corpo degli uomini. Le mie foto non sono peggio di quello che viene mostrato in tv o nelle notizie. Non sono peggio perchè sono solo rappresentazione teatrale. E la verità è molto lontana da questo teatro.

Flickr ha cambiato la tua vita?

Flickr ha totalmente cambiato la mia vita. Mi ha dato una buona esposizione, e attraverso di lui ho incontrato gente incredibile.

Quali sono i segreti del tuo magico bianco e nero?

Ahahaahah :-) Non ci sono segreti! Uso gli stessi strumenti di tutti. E' solo che ho una visione chiara quando inizio a scattare. La mia fotografia in bianco e nero è il modo di trascrivere quello che vedo. Non desidero truccare la realtà o fare trucchetti tecnici. Non c'è magia, solo ispirazione dalla durezza della verità.

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